8 settembre 2026
Longevità: perché alcune cose durano e altre no
8 settembre 2026
Longevità: perché alcune cose durano e altre no
A cura del gruppo di lavoro sulla Manutenzione Civica
Partecipanti e relatori: Maurizio Cattaneo, Gianfranco cav. Magni, Antonio Corona Piu, Adolfo Arata, Antonio Romano, Sabrina Ferrero.
L'incontro operativo ha affrontato in modo approfondito il tema della longevità dei prodotti, della cultura della manutenzione e delle sfide legate all'economia circolare nell'era contemporanea.
La discussione ha preso le mosse dall'analisi del contrasto tra il modello del consumo "usa e getta" e il concetto di "Manutenzione Civica", intesa come indispensabile virtù culturale per preservare le risorse del pianeta. \
È stata evidenziata la progressiva complessità ingegneristica e concettuale dei prodotti moderni — dagli elettrodomestici ai veicoli a motore —, la quale, unita alle strategie commerciali di monopolio sui pezzi di ricambio e all'assenza di officine rigenerative territoriali, ostacola gravemente l'automanutenzione e spinge verso un'obsolescenza precoce dei beni.
Un focus centrale è stato dedicato alle molteplici forme di obsolescenza: oltre a quella tecnica, determinata dall'usura fisica e dall'invecchiamento dei componenti elettrici o meccanici, si profilano con forza l'obsolescenza psicologica, guidata dal marketing di mercato, e l'obsolescenza per perenzione o abbandono, causata dalla mancanza prolungata di ricambi e schemi funzionali accessibili.
L'analisi si è estesa al ruolo del quadro normativo, valutando i limiti e le opportunità dell'imminente introduzione del "diritto alla riparazione" e di un indice di riparabilità uniforme per consentire agli acquirenti di compiere scelte realmente consapevoli.
Infine, la riflessione si è allargata alle prospettive future legate alle nanotecnologie, all'automazione e alla necessità di un cambio di mentalità nell'esecuzione delle opere pubbliche e nella gestione delle risorse planetarie, ribadendo che la cura e la manutenzione dell'esistente devono prevalere su visioni di espansione o colonizzazione irresponsabili.
Il principio cardine su cui si è snodato il dibattito riguarda il valore intrinseco della longevità degli oggetti rispetto alla logica imperante del consumo "usa e getta". In un contesto economico orientato alla transizione ecologica, la capacità di estendere la vita utile di un bene — ad esempio raddoppiando la durata di operatività di un elettrodomestico da 15 a 30 anni — costituisce uno dei pilastri fondamentali dell'economia circolare. Per analizzare sistematicamente questa dinamica, è stata riaffermata la validità dell'equazione strutturata sulle tre "À":
Affidabilità: Correlata direttamente alla qualità costruttiva dei materiali impiegati e alla loro resistenza alle sollecitazioni nel tempo.
Disponibilità: Capacità di ridurre al minimo i tempi di inattività del bene tramite la presenza di una rete di assistenza pronta ed efficiente.
Manutenibilità: La presenza di tempi e costi di riparazione ragionevoli, in grado di trasformare l'intervento manutentivo in un vero e proprio investimento e non in una spesa sgradita o sconveniente.
I prodotti industriali moderni si collocano all'interno di un ampio spettro progettualee: da un lato si trovano i prodotti concepiti per essere modulari e facilmente riparabili nel tempo, dotati di schemi tecnici accessibili; dall'altro lato figurano i prodotti completamente sigillati, realizzati con scocche incollate o componenti proprietari che rendono impossibile l'ispezione, la diagnosi o la semplice sostituzione dei singoli pezzi danneggiati.
L'analisi si è poi concentrata sulle forze che limitano la vita utile dei prodotti. Oltre al naturale decadimento strutturale delle materie prime, l'obsolescenza si manifesta secondo dinamiche complesse che comprendono:
Obsolescenza Tecnica ed Economica: Si verifica quando il costo per l'acquisto del singolo pezzo di ricambio e della manodopera necessaria supera il valore residuale di mercato dell'intero prodotto. Spesso questo squilibrio è esacerbato dalle politiche commerciali dei costruttori, che applicano margini elevati sui componenti di ricambio per spingere l'utente all'acquisto del modello nuovo.
Obsolescenza Psicologica e Formale: Indotta dalle campagne di marketing e dai rapidi cambi di design che rendono il bene percepito come obsoleto o superato, anche in presenza di una piena funzionalità tecnica.
Obsolescenza per Perenzione o Abbandono: Deriva dalla scelta consapevole delle aziende di interrompere la produzione dei ricambi o di non distribuire gli schemi funzionali degli impianti, condannando il bene alla rottamazione prematura.
Obsolescenza Normativa e Tecnologica: Determinata dall'evoluzione degli standard legali o dalla rapida digitalizzazione, che impone la sostituzione dell'hardware per ragioni di efficienza energetica o incompatibilità software.
In aggiunta a queste barriere, l'assenza sul territorio di officine rigenerative specializzate nel ricondizionamento dei singoli moduli spinge il mercato verso la sostituzione di intere sezioni meccaniche o elettroniche, aumentando l'accumulo di rifiuti e vanificando i vantaggi della progettazione modulare.
Un capitolo di particolare rilievo ha riguardato le problematiche tecniche legate all'ingegnerizzazione e all'invecchiamento dei sistemi impianti.
Nel settore dell'impiantistica elettrica, sia civile che industriale, l'usura non si manifesta necessariamente con un'interruzione immediata del flusso di corrente.
Il fattore principale di degrado è rappresentato dal riscaldamento ciclico dei conduttori, che nel tempo rende fragile il rivestimento isolante.
Inoltre, gli elementi di maggiore criticità risiedono nelle giunzioni e nei morsetti: il rame, sottoposto a sollecitazioni meccaniche e variazioni termiche, tende ad allentarsi progressivamente, aumentando la resistenza di contatto e generando un potenziale rischio di surriscaldamento o cortocircuito.
Mentre le normative internazionali o estere (come quelle svizzere) fissano cicli di vita stimati per gli impianti civili intorno ai 25 anni, nel contesto italiano si tende a prolungare l'utilizzo oltre i 40 anni.
Questo scarto temporale diventa critico a fronte dell'incremento progressivo del carico elettrico richiesto dalle abitazioni moderne, dotate di elettrodomestici ad alto assorbimento (piani ad induzione, condizionatori, forni di nuova generazione).
Sul fronte della meccanica e della mobilità, si registra una netta contrapposizione tra la semplicità strutturale dei motori elettrici — caratterizzati da un numero ridotto di parti in movimento — e la crescente complessità dei propulsori termici ed ibridi moderni.
L'estrema compattezza dei vani motore attuali e la presenza massiccia di sensoristica integrata eliminano del tutto la possibilità di automanutenzione di base da parte dell'utente, rendendo indispensabili attrezzature diagnostiche proprietarie.
Per contrastare la deriva del consumo incontrollato, la discussione si è concentrata sul ruolo delle normative pubbliche e sulla necessità di educare il consumatore.
L'Unione Europea ha avviato un percorso fondamentale attraverso le direttive sul "diritto alla riparazione", mirate a vincolare i produttori a garantire la reperibilità dei ricambi per un arco temporale prolungato.
Tuttavia, il recepimento operativo a livello nazionale richiede tempi ancora lunghi. In questo contesto, l'introduzione di un Indice di Riparabilità espresso su una scala chiara (da 1 a 10) viene individuata come una svolta decisiva: permetterebbe all'acquirente di conoscere preventivamente il livello di manutenibilità di un bene al pari della classe energetica.
Parallelamente alle tutele legali, occorre sviluppare una consapevolezza civica autonoma. L'attesa passiva di interventi legislativi non è sufficiente; il consumatore deve adottare un approccio proattivo, valutando il costo totale di possesso del bene e richiedendo trasparenza prima dell'acquisto.
Infine, guardando alle evoluzioni a lungo termine, l'integrazione delle nanotecnologie e della robotica potrebbe trasformare le modalità stesse della riparazione, spostando l'attenzione verso diagnosi automatizzate o sistemi autoriparanti. Resta tuttavia fermo il principio che la tutela dell'ambiente e il rispetto delle risorse materiali del pianeta rappresentano una priorità culturale non differibile, superando logiche di abbandono del territorio a favore di una corretta e rigorosa manutenzione dell'esistente.
Decisioni prese
Durante il confronto sono stati raggiunti i seguenti accordi operativi ed essenziali per il prosieguo delle attività:
Sviluppo di strumenti per la valutazione preventiva dei beni: È stata definita la necessità di elaborare una guida pratica (Checklist del Consumatore) orientata alla verifica dei requisiti di manutenibilità prima dell'acquisto di beni durevoli.
Definizione dei criteri essenziali di riparabilità: Gli indicatori chiave da includere negli strumenti di valutazione dovranno monitorare la disponibilità di lungo periodo dei pezzi di ricambio, la trasparenza sulle modalità di smaltimento e la facilità di disassemblaggio.
Adozione di linee guida per la resilienza domestica: Promozione di buone pratiche volte a incentivare la tenuta di scorte essenziali di componenti di ricambio di base (quali interruttori automatici, morsetti e prese) presso gli ambienti domestici per garantire interventi tempestivi e ridurre la dipendenza dai costi di emergenza.
Orientamento culturale e informativo: Condivisione dei principi di educazione civica alla manutenzione all'interno dei canali editoriali della piattaforma, con particolare riferimento all'impatto economico e ambientale del costo totale di possesso dei beni.
In sospeso ...
Rimangono aperti e verranno affrontati nelle prossime sessioni di lavoro i seguenti punti:
Integrazione tra digitalizzazione e manutenzione analogica: Approfondimento del rapporto tra l'avvento dell'intelligenza artificiale, le nanotecnologie e la reale fattibilità dell'automanutenzione da parte del cittadino.
Impatti economici dei margini sui ricambi: Strategie di contrasto e sensibilizzazione nei confronti dei costruttori che applicano policy di prezzo sproporzionate sui componenti di consumo e ricambio.
Standard qualitativi e manutenzione delle opere pubbliche: Estensione dei principi di manutenibilità e durabilità alle infrastrutture collettive e all'edilizia pubblica.
Il prossimo incontro è martedi 15 settembre, ore 20:30
Tema: Sano e malato: come capirlo prima che sia tardi
Per partecipare: cattaneom@gs-m.it